a cura di lorenza scardovi
Giovedì 5 Maggio si è inaugurata la mostra Addosso dell’artista Sissi (che durerà fino all’11 Luglio 2010), curata da Angela Vettese e Milovan Farronato, presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.
L’inaugurazione è doppia in quanto questa è la prima mostra della UniCredit Project Room: opportunità offerta dalla Fondazione Pomodoro, in partnership con UniCreditGroup, che ogni due mesi ospiterà le opere di giovani artisti o gruppi che si siano distinti nell’operatività culturale in Italia.
Sissi, artista bolognese classe ’79, presenta un inedito: in mostra possiamo ammirare il suo guardaroba personale cucito dall’artista stessa: centinaia di gonne, cappotti, camicie dai materiali più improbabili quali la plastica, la ceramica e maglieria di filo elettrico. Persino i gioielli esposti sono realizzati con materiale di recupero. Gli indumenti presentati hanno una storia intima e vivono come sculture, utilizzate per le performance o per la vita quotidiana, una vera e propria seconda pelle, come spiega Milovan Farronato. L’artista tende ad identificare l’opera con il proprio corpo: concepisce l’abbigliamento non come un modo per apparire, ma per dare evidenza al suo “sentirsi” in un certo modo, al mood del momento ispiratore.
Nato dall’esigenza personale di catalogare gli abiti una volta finiti e indossati, anche l’archivio di Sissi diventa installazione: centinaia di schede (contenenti la foto del capo, dettagli riguardanti l’anno di fattura e le modifiche, e anche una sorta di diario sintetico delle occasioni di cui è stato protagonista) vengono appese l’una accanto all’altra in modo da creare un wall in cui perdersi, che fa da sfondo agli abiti appesi in tre doppie file. In mostra troviamo anche la gonna utilizzata nel ’99 per la performance “Daniela ha perso un treno” (uno dei primi lavori di Sissi) realizzata con copertoni vulcanizzati.
In contemporanea la Fondazione ospita la mostra ARS – Artists in Residence Show, con gli stessi curatori, che presenta venti opere realizzate da giovani artisti selezionati tra le più prestigiose residenze per artisti in Italia e nel mondo. Novità della Fondazione per il 2010, infatti, quella di illustrare il fenomeno delle residenze per artisti: luoghi di studio e lavoro che offrono spazi e tempi adatti alla formazione, sperimentazione e crescita di nuove idee, lontano dalla pressione del mercato. La mostra segue un’idea di scambio culturale continuo e di mescolanza tra le identità nazionali. Scambio che poi ritorna sul territorio per portare quello che è stato assimilato, come spiega Angela Vettese citando il critico francese Nicolas Bourriaud: “l’artista rispecchia l’atteggiamento dell’uomo del nostro tempo che, come l’edera, tende a radicarsi continuamente in nuovi luoghi” senza peraltro perdere la propria identità originaria.
A questo proposito un lavoro interessante pur ancora in progress è quello di Matteo Rubbi, proveniente dalla residenza del Palais de Tokyo di Parigi, il quale vede la struttura architettonica della Fondazione come l’esoscheletro di una nave, con i suoi ponti, e completerà le parti mancanti, come le vele, con i bambini che parteciperanno ai laboratori didattici. Altra opera site-specific è quella con cui si apre la mostra presentata dal collettivo argentino Etcètera…: una versione rivisitata dell’Inferno Dantesco, un intricato e suggestivo sistema di rimandi e di personaggi dall’iconologia tipica delle affissioni pubblicitarie.
Gli altri artisti di ARS sono: Tommy Støckel (Danimarca), Invernomuto (Italia), Jompet Kuswidananto (Indonesia), Nick Evans (Zambia), Mats Adelman (Svezia), Andrea Nacciariti (Italia), Corey McCorklee (USA), Jimmy Kuehnle (USA), Ergun Köken (Turchia), Yael Bartana (Israele), Aya Tarek (Egitto), Alberto Tadiello (Italia), Alessandro Piangiamore (Italia), Marianne Vierø (Olanda), Anneè Olofsson (Svezia), Luigi Presicce (Italia), Luca Trevisani (Italia), Francesca De Pieri e Delphine Dhilly (Italia e Francia).